19 luglio a Prato: in ricordo di Curzio Malaparte. Presentazione del volume “Malaparte e la Russia”

Prato – 19 luglio 2024

In occasione dell’anniversario della scomparsa di Curzio Malaparte, avvenuta presso la clinica Sanatrix di Roma nel 1957 a causa di una malattia polmonare che lo affliggeva sin dalle lesioni della Grande Guerra, dalla natìa Prato abbiamo avuto il piacere di giungere in cima al Monte Le Coste, chiamato dai pratesi “Spazzavento”, dove affacciato sulla città troneggia con fierezza il Mausoleo di Curzio Malaparte.

“E vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per poter sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano”.

Così il controverso autore scriveva nel suo “Maledetti Toscani” del 1956, e il suo desiderio è stato esaudito nel 1961, con l’impresa (alquanto ardua) di portare le pietre del suo mausoleo su per il sentiero (CAI 410, 412) che si snoda tra le colline pratesi e che è ormai noto come Cammino di Malaparte. E ben si comprende la scelta del nostro scrittore una volta giunti lì: la vista sulle incantevoli campagne toscane, che affaccia sulla piana del Bisenzio, sui monti della Calvana, con Prato ai piedi e scorci su Firenze e Pistoia, è davvero mozzafiato.

Ogni anno il Comune di Prato e l’Associazione Curzio Malaparte Pratese nel Mondo organizzano una visita istituzionale al monumento, con una breve commemorazione alla quale quest’anno anche la Biblioteca di via Senato ha avuto il piacere di partecipare, con il cortese invito alla Curatrice del nostro Archivio Malaparte da parte dell’associazione pratese.

Nella serata del 19, un’altra sede di malapartiana memoria è stata visitata e ha accolto l’interesse di studiosi e appassionati: la Gualchiera di Coiano, presso il cui giardino letterario si è tenuta la presentazione del volume Malaparte e la Russia, curato da Carla Maria Giacobbe e Federico Oneta e che vede tra i suoi contributi il saggio di Walter Bernardi, Presidente dell’associazione malapartiana, sul presunto stalinismo degli ultimi anni dello scrittore. Con introduzione di Mario Barbacci, dell’Associazione della Gualchiera, Giacobbe e Bernardi hanno dialogato con Gabriele Bosi, Ambasciatore Feisct (Federazione Europea Itinerari Storici Culturali Turistici) e intellettuale appassionato di studi russi. Ripercorse le cronologie malapartiane, ricordate le opere di argomento russo e le loro insite complessità, il dialogo è passato su alcuni dei temi affrontati nel ricco e composito volume, come il rapporto tra Malaparte e Michail Bulgakov o l’incontestabile acume dei reportages dalla Russia, riscontrando vivo interesse tra il pubblico presente.

Una serata di scambio e confronto nella quale anche l’Archivio Malaparte è stato raccontato, tra la generosità di lettori e studiosi appassionati e la bellezza del paesaggio che tanto ha segnato il nostro autore: con gli scuri profili collinari e montani e il fruscìo della corrente del Bisenzio.