In mostra alla BvS la cartella fantasma di Giulio Einaudi
Dal 28 novembre al 7 dicembre 2024 la Sala Lettura della Fondazione Biblioteca di via Senato ospiterà la mostra
“La cartella fantasma di Giulio Einaudi
22 litografie originali (1950)”
a cura di Andrea Tomasetig, un primo prezioso scorcio su un ricco fondo che ha appena fatto il suo ingresso sui nostri scaffali.
La Collezione Claudio Pavese dedicata ai libri Einaudi dal 1933 al 1983, il cinquantennio a direzione Giulio Einaudi, è giunta proprio quest’autunno in via Senato, e comprende 4.343 tra libri e riviste che documentano la storia una delle più importanti case editrici italiane dal punto di vista culturale e della grafica editoriale. La prima mostra realizzata con materiali della collezione presenta la cartella “fantasma” con 22 litografie originali stampata nel 1950 in soli 50 esemplari e destinata a selezionati omaggi in occasione della coeva Biennale. In mostra a Milano, dopo l’anteprima realizzata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sono esposte tutte le grafiche, due per ognuno degli undici artisti presenti: Afro, Birolli, Bordoni, Cassinari, Mirko, Moreni, Morlotti, Pizzinato, Santomaso, Treccani, Vedova. Le litografie di alcuni dei maggiori artisti emergenti dell’epoca, legati per lo più all’astrattismo, non sono mai state esposte prima d’ora perché appartenenti a una cartella di assoluta rarità, ignota perfino alla casa editrice e mai apparsa nella sua interezza sul mercato antiquario.
Confinare però l’opera solo in un ambito collezionistico sarebbe limitativo. Dietro l’iniziativa editoriale di Giulio Einaudi, venuta ora alla luce, si delinea una vicenda per molti aspetti esemplare che merita di essere raccontata. La Biennale 1950, la numero XXV, è particolarmente importante dopo l’interruzione bellica e la ripresa espositiva avvenuta nel 1948. È organizzata da Rodolfo Pallucchini con curatele di prim’ordine e allestita da Carlo Scarpa: 22 nazioni presenti, quattro mostre storiche (Fauves, Cubismo, Futurismo, Blaue Reiter), l’arte contemporanea italiana e internazionale che si presenta e si confronta, il padiglione americano con opere di Pollock, Gorky, De Kooning, la premiazione di Matisse. La Biennale veneziana si conferma e consolida come il punto di riferimento obbligato del sistema dell’arte nel mondo.
In questo contesto Giulio Einaudi fa un’operazione editorial-culturale di rilievo, inserendosi nell’intenso dibattito artistico italiano di quegli anni – seguito alla lunga astinenza da discussioni e libertà espressiva durante il fascismo e la guerra – e privilegiando la linea dell’astrazione anziché del prevalente realismo. Lo fa con un’iniziativa elitaria, se non addirittura solitaria, rimasta fino a oggi in ombra, ma tutt’altro che snobistica e velleitaria, proiettata invece a promuovere internazionalmente la giovane arte italiana. Lo prova il coinvolgimento dell’autorevole Catherine Viviano, che nelle poche righe introduttive inneggia alla nuova generazione dei pittori italiani, alla “freschezza della loro visione” e alla loro “superba abilità manuale”. Catherine Viviano a gennaio 1950 aveva inaugurato la sua importante galleria newyorkese con “Five Italian painters” (Cagli, Guttuso, Afro, Morlotti, Pizzinato) e aveva poi organizzato le personali di Vedova e Afro, affermandosi negli Stati Uniti. La celebre Leo Castelli Gallery aprirà a New York anni dopo, nel 1957.
L’incursione dell’editore nel mondo dell’arte non era occasionale. Veniva da lontano, dalla frequentazione dei pittori torinesi negli anni Trenta e poi di quelli intorno a “Corrente” e durerà nel tempo, come testimoniavano le opere di Pistoletto e Paolini, ben in vista negli uffici di via Biancamano a Torino. Non si sbaglia a sostenere che le copertine Einaudi dai banchi delle librerie e dagli scaffali delle biblioteche di casa hanno educato l’occhio di molti italiani in un’epoca in cui mostre e cataloghi d’arte non erano ancora così diffusi.
Con l’esposizione della cartella la Biblioteca di via Senato – mentre si è appena conclusa la Biennale 2024, la numero LX – rende omaggio a un’iniziativa finora rimasta in ombra di un editore ambizioso e indipendente e insieme annuncia pubblicamente l’acquisizione della Collezione Claudio Pavese, un segnale positivo per l’intero mondo del libro e della cultura.
Informazioni sulla mostra
Sede: Biblioteca di via Senato, via Senato 14 – Milano
Inaugurazione: mercoledì 27 novembre ore 17
Date al pubblico: 28 novembre – 7 dicembre 2024
Orario di apertura: da lunedì a venerdì 9:30 – 13:00; 14:30 – 18:00
Ingresso libero previa registrazione
Per la realizzazione dell’evento, si ringrazia Utopia

