Luglio/Agosto 2026

Numero 184 della rivista la Biblioteca di via Senato, Mensile di bibliofilia e storia delle idee della Fondazione Biblioteca di via Senato, diretta da Gianluca Montinaro.
Di seguito sommario e abstract dei contributi di questo mese. Per scaricare il pdf del numero della rivista e degli abstract scorri in fondo alla pagina.

SOMMARIO LUGLIO/AGOSTO 2026

Sicilia
L’IMPOSTURA ARABA DI GIUSEPPE VELLA
di Damiano Calabrese

Libri del Novecento
«IN PRINCIPIO ERA IL VERBALE»
di Antonio Castronuovo

Paratesto
GLI EX LIBRIS DI DONNE BIBLIOFILE
di Francesca Nepori

Bibliofilia
IL PLOTINO DI EGIDIO DA VITERBO
di Giancarlo Petrella

Ottocento
UNA PROSA PARLATA, UN DISCORSO VIVO
di Dario Pontuale

Misteri
JACK THE RIPPER’S PRESS
di Edoardo Manelli

Ricorrenze
I DUE SECOLI DI COLLODI
di Andrea G.G. Parasiliti

L’IMPOSTURA ARABA DI GIUSEPPE VELLA di Damiano Calabrese

La vicenda dell’abate Giuseppe Vella è stata tradizionalmente letta come storia di un impostore solitario. L’articolo propone una lettura storica e politica: i falsi codici arabi furono un’operazione di stato, concepita dalle più alte sfere del governo vicereale nell’età di Caracciolo e Caramanico come strumento giuridico per ridimensionare il feudalesimo siciliano. Quando l’impostura, divenuta di dominio europeo, sfuggì di mano ai suoi stessi ideatori, la macchina istituzionale si mosse per salvare i responsabili e sacrificare la pedina. L’analisi si fonda sui verbali processuali e sugli studi più recenti, in particolare quelli di Baviera Albanese e di Cederna, che hanno sistematicamente utilizzato la documentazione archivistica finora trascurata.

The story of Abbot Vella has traditionally been interpreted as the story of a lone impostor. This article offers a historical and political interpretation: the false Arabic codices were a state operation, conceived by the highest echelons of the viceregal government during the era of Caracciolo and Caramanico as a legal instrument to undermine Sicilian feudalism. When the fraud, having become a European phenomenon, slipped out of control of its creators, the institutional machinery moved to save those responsible and sacrifice the pawn. The analysis is based on court records and more recent studies, particularly those by Baviera Albanese and Cederna, who have systematically utilized previously neglected archival documentation.

«IN PRINCIPIO ERA IL VERBALE» di Antonio Castronuovo

L’articolo studia le varie edizioni che si sono susseguite nel tempo di Misteri dei ministeri di Augusto Frassineti, dalla prima del 1952 uscita a Parma da Guanda, fino all’edizione ‘critica’ di Einaudi del 2022, con aggiunta di materiali inediti, dopo quella precedente, sempre Einaudi, del 1973 e con risvolto di Italo Calvino. Si ripercorre anche il contenuto dell’opera: satira surreale e spietata del mondo burocratico ministeriale e dei modi di vita che vengono assunti dagli uomini nel modello della cosiddetta ‘ministerialità’, generale o comparata che sia. Comunque, «il nodo più doloroso che impastoia la vita italiana, il male più incancrenito da cui nessun cambiamento di regime o d’istituti è riuscito a liberarci», come appunto scrisse Calvino.

The article examines the various editions of Augusto Frassineti’s Misteri dei ministeri, from the first, published in 1952 in Parma by Guanda, to the 2022 ‘critical’ edition by Einaudi, which includes previously unpublished material, following the previous edition, also published by Einaudi, in 1973 and with an editorial by Italo Calvino. The content of the work is also explored: a surreal and merciless satire of the bureaucratic world of ministers and the ways of life adopted by men within the model of so-called ‘Ministerialism’, whether general or comparative. In any case, «the most painful knot that entangles Italian life, the most entrenched evil from which no change of regime or institution has managed to free us», as Calvino wrote.

GLI EX LIBRIS DI DONNE BIBLIOFILE di Francesca Nepori

Riprendendo quanto segnalato da Giuseppe Fumagalli nel suo saggio Donne bibliofile italiane pubblicato nel 1926 sull’importanza degli ex libris e super libros per individuare figure di bibliofile, l’articolo elenca e illustra gli ex libris delle biblioteche di figure femminili segnalate nell’importante repertorio Gli ex libris italiani di Achille Bertarelli e David-Henry Prior pubblicato a Milano da Ulrico Hoepli nel 1902.

Taking up what was reported by Giuseppe Fumagalli in his essay Donne bibliofile italiane published in 1926 on the importance of ex libris and super libros for identifying bibliophile figures, the article lists and illustrates the ex libris of the libraries of female figures reported in the important repertoire Gli ex libris italiani by Achille Bertarelli and David-Henry Prior published in Milan by Ulrico Hoepli in 1902.

IL PLOTINO DI EGIDIO DA VITERBO di Giancarlo Petrella

Il contributo porta all’attenzione del pubblico una copia finora ignota dell’edizione princeps fiorentina di Plotino (nella traduzione latina di Marsilio Ficino), conservata presso l’Istituto Denza nel quartiere napoletano di Posillipo. Per ricostruirne le vicende, occorre raccogliere e interpretare gli indizi disseminati tra le sue pagine, a partire dalle annotazioni del primo proprietario, il teologo Egidio da Viterbo. Nel Novecento, l’esemplare fece parte della collezione fiorentina di Walter Ashburner e, alla morte di quest’ultimo, fu acquisito da Tammaro De Marinis.

This contribution brings to the attention of the reading public a previously unknown copy of the Florentine princeps of Plotinus (in the Latin translation by Marsilio Ficino), preserved at the Denza Institute in Naples’ Posillipo district. To understand how it reached us, it is necessary to gather and interpret the clues scattered throughout its papers, beginning with the annotations of its first owner, the theologian Egidio da Viterbo. In the twentieth century, it was in Walter Ashburner’s Florentine collection and, upon his death, was intercepted by Tammaro De Marinis.

UNA PROSA PARLATA, UN DISCORSO VIVO di Dario Pontuale

Saggio dal taglio biografico mirato a descrivere il percorso umano e professionale condotta da Francesco De Sanctis: critico letterario, saggista, politico, nonché ministro della Pubblica istruzione. Figura colta e polivalente del nostro Ottocento, tra i primi e più autorevoli critici il quale, con i propri illuminanti studi, ha saputo tracciare una fondamentale via di analisi sulla storia della letteratura italiana, fin dai grandi autori dell’origini: Dante, Petrarca, Guicciardini.

A biographical essay tracing the personal and professional journey of Francesco De Sanctis: literary critic, essayist, politician, and Minister of Public Education. A cultured and multifaceted figure of 19th-century Italy, he was among the foremost and most authoritative critics; through his illuminating studies, he charted a fundamental analytical path for the history of Italian literature, beginning with the great authors of its origins: Dante, Petrarch, and Guicciardini.

JACK THE RIPPER’S PRESS di Edoardo Manelli

L’articolo indaga il caos mediatico causato dai delitti di Jack lo Squartatore sui giornali inglesi e italiani che all’epoca seguirono la vicenda. Il caos veniva amplificato dalle inquietanti lettere firmate «Jack the Ripper» ricevute dalla Central News Agency e perfino da George Lusk – capo della Whitechapel Vigilance Commitee, costituita ad hoc per assistere la polizia nelle ore notturne – dall’altro la strategia editoriale-commerciale dei quotidiani si spinse verso il coinvolgimento diretto dei lettori, attraverso la pubblicazione dei loro messaggi inviati alle redazioni.

The article investigates the media chaos caused by Jack the Ripper’s crimes in the English and Italian newspapers that covered the story at the time. The chaos was amplified by the disturbing letters signed «Jack the Ripper» received from the Central News Agency and even from George Lusk – head of the Whitechapel Vigilance Committee, set up ad hoc to assist the police at night – on the other hand the editorial-commercial strategy of the newspapers moved towards the direct involvement of readers, through the publication of their messages sent to the editorial offices.