L'Erasmo

Bimestrale della civiltà europea

Erasmo da Rotterdam sta in capo a questa rivista come l'emblema della più alta concezione della cultura e del comportamento umani. Ad ogni apparizione del suo nome un nugolo di pensieri ci si affaccia: l'effigie del dio Termine e il motto CEDO NULLI, gravoso per chiunque e più per un letterato, che egli adottò, pronto a correggerne l'imputata arroganza con l'altro socratico del so che non so nulla; il maneggio delle due lingue della tradizione laica dell'Occidente, greco e latino; la pacifica fusione della cultura classica e cristiana; il sovrano dominio non solo dei dotti ma anche dei politici grazie all'inarrivabile scienza e alla sovrana indipendenza; il fascino di una personalità nervosa e serena, ignara di confini ai suoi orizzonti intellettuali; lo scrittore ed editore infaticabile per cui i libri antichi e moderni non avevano segreti e nutrivano ed eccitavano l'esistenza a Londra come a Venezia e a Basilea.

Al risuonare del suo nome ci si affaccia il modello che traccia Huizinga nella memorabile biografia: «La sua perfetta chiarezza e facilità di espressione, la sua vivacità, la sua arguzia, la sua fantasia, il suo brio, il suo umorismo, davano a tutto ciò che egli scriveva un'attrattiva che per i suoi contemporanei era irresistibile, e che seduce ancora noi, quando apriamo uno dei suoi libri. Ciò che egli scrive non è mai vago, mai incomprensibile, e sempre plausibile».

In tutto ciò si scorgono interi i marchi o le aspirazioni della modernità, da lui inaugurata: libertà di giudizio e responsabilità dell'azione; riconoscimento di valori acquisiti e loro continuo sviluppo, così come avviene nel saldo aggancio ai testi fondamentali e nella loro progressiva interpretazione.

Cittadino di tutte le nazioni, Erasmo abbracciò nella sua mente e nei suoi viaggi tutto questo antico continente, che oggi riscopre sulle sue tracce un'unità storica e culturale; prodotta da decine di centri diversi, essi però convergono su alcuni presupposti o dati comuni. Egli posò in tutte le corti e le curie, nei palazzi del potere e nelle università degli studi, ma ancor più volentieri nelle tipografie e nello studiolo dove lo ritrasse Holbein, intento a scrivere, tutto intabarrato, l'intramontabile satira e verità dell'Elogio della Follia.

La rivista ora inaugurata si ritrova in questa natura, idee e opere dell'umanista olandese e della sua Europa. Su tale sfondo presenterà ogni volta eventi, problemi, discussioni sollecitati dall’attualità o degni di esserle proposti. Presenterà opere, fatti e persone del passato e del presente, narrerà storie, curiosità e vicende di libri, più ampiamente e articolatamente in un nucleo tematico iniziale di particolare importanza ed evidenza: questo primo numero si apre così con le fasi finali della vita e con un ritratto assai intrigante di Tommaso Campanella che suscita e lascia una scia di interrogativi: l'Erasmo crede di rimanere sotto l'invocazione del suo eponimo proponendo anche discussioni aperte o ricerche appena avviate. Nei numeri successivi si parlerà della lettura e versioni ed edizioni della Bibbia nella tradizione culturale europea; del galateo come modo e indice di comportamento nelle varie epoche; di Gerolamo Cardano scienziato e scrittore, nel quinto centenario della nascita; e via discorrendo. Cronache e rubriche dirigeranno la nostra attenzione verso un testo o un evento delle varie arti, in prospettiva o in retrospettiva.

L'Erasmo arricchirà il patrimonio culturale con documenti bibliografici e figurativi inediti, grazie anche al vasto fondo raccolto e continuamente arricchito dalla Biblioteca di via Senato nella sua sede milanese. Cercherà un suo stile, di cui la forma e l'iconografia siano esse pure significative, garbato ma esigente. Come sarà certamente il suo lettore.

CARLO CARENA

(Dalla presentazione del I numero)

Rivista diretta da

Carlo Carena

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Vittore Branca (†), Guido Canziani, Michele Ciliberto (Vivo), Tullio Gregory (†), Salvatore Silvano Nigro, Sergio Perosa, Giuseppe Pontiggia (†), Giancarlo Vigorelli (†), Maurizio Vitale, Maurizio Vitta

Direttore responsabile

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